Le rime cinque-seicentesche sul palio

Presso l'Archivio di Stato di Ascoli è custodito un prezioso e vario corpo di composizioni trascritte nei registri delle Riformanze con le quali venivano presentati cavalli e fantini che correvano il Palio.

Alcune sono dei motti (ad es., «Chi troppo stende poco abbraccia»; «Altri pensa et Dio dispone», 1560).
Altre sono pompose (ad es., «Bizzarro me dimando e capriccioso / il mio cavallo desto e fortunato / chi ben mi vede già non è cecato / che verso Fermo andrò vittorioso»).

Altre ancora presentano citazioni famose, ad esempio dantesche (ad es., «Sol per venir al parangon di tanti / destrier il mar solcai con picciol legno /e se l'ardir fu d'alta gloria degno / spero darammi il corso preggio e vanti», 1569), petrarchesche (ad es., «Son vecchio di vent'anni magro e lento / et hoggi voglio currer più che mai / che l'antico valor non è ancor spento», 1569), ariostesche (ad es., «Baiardo - cavallo di Rinaldo, ndr - è il nome e messer Adriano / l'ha qui condotto non per avarizia / ma per honorar Santo Migno Ascolano», 1570).

Altre infine citano istituzioni o Accademie, come quella degli Spensierati («Così di pensier vostri alti e sublimi / o Spensierati miei l'ali havess'io, / come ho speme e desio, / vincer gli emoli mei secondi et primi», 1604)(Archivio Storico del Comune di Ascoli, Riformanze, 1538-1611).

 
Rime sul Palio a cavallo, dalle Riformanze del 5 agosto 1604
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