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Francesco Tartufoli

Via Capitolina angolo via Pompeiana

Francesco Tartufoli nasce ad Ascoli Piceno, nel quartiere della Piazzarola, e più precisamente in via Capitolina angolo via Pompeiana, ora via Tito Betuzio Barro, il 21 Giugno 1742, da Emidia e Antonio. Il padre era ferraro, come testimoniato da alcune ricevute di pagamento per lavori eseguiti, e probabilmente anche il nonno, Francesco pure lui, lo era, dato che il mestiere veniva tramandato da generazione in generazione. Antonio porta il figlioletto in bottega, già dalla sua prima giovinezza, per farsi aiutare e per trasmettergli tutta la sua conoscenza e i segreti della lavorazione del ferro battuto. Per Francesco, l'officina del padre, doveva apparirgli affascinante, piena di cose strane con cui giocare, e che certamente stimolavano la sua fantasia. Sempre con lo sguardo vigile del padre, inizia a fare i primi lavoretti. Antonio si rende subito conto che il ragazzetto maneggia il ferro con disinvoltura, è bravo, e in accordo con la moglie, decidono di mandarlo a scuola di disegno artistico dall'architetto e scultore Lazzaro Giosaffatti, presso la sua abitazione. Qui Francesco acquisirà quel senso artistico che forse gli mancava, e che poi svilupperà al meglio nel corso della sua vita, facendolo diventare non un bravo ferraro, ma un valente artista del ferro battuto. Dalla sua bottega che aveva nei locali sotto la sua abitazione in via Capitolina, sono usciti capolavori di assoluto pregio artistico. Basta farsi una semplice passeggiata per il centro, per ammirarli. Nella primavera del 1763 incontra e sposa la pia donna Rosa Morganti. Esisteva un piccolo orto confinante con i locali della bottega fabbrile di Francesco, che donna Rosa accudiva personalmente per le esigenze della famiglia. Oggi è tutto modificato, tuttavia recandoci sul posto, oltre a vedere la porticina ingresso bottega, è possibile ancora vedere un piccolo spazio di giardino, il resto è divenuto rimessa auto privata. Dalla moglie avrà due figli documentabili dai registri parrocchiali, una femmina Maria Felice nel 1764, e un maschio, Serafino, l'anno seguente. La prima si sposerà l'11 Novembre 1789, con l'ascolano Giuseppe Basili, e il 4 Febbraio 1792 Serafino sposerà Francesca Duricci di Civitella del Tronto. Serafino non proseguirà il lavoro del padre, preferì vivere di rendita, perché la moglie aveva ereditato da uno zio prete, don Giovanni Bruno del Castello di Folignano, tanti denari e terreni.

 
La casa editrice "Carlo Tarantola" di Piacenza, pubblica un libro fotografico

La bravura e la perfezione che Francesco esprimeva nelle sue lavorazioni, gli permise di avere molte commissioni da personaggi illustri del periodo, marchesi, cardinali, vescovi, e questo lo portò in breve tempo a raggiungere una condizione economica di tutto rispetto, come dimostra un documento del 9 Gennaio 1797.
Francesco quindi, sarà l'ultimo dei Tartufoli a lavorare il ferro battuto, e sarà l'ultimo dei tanti fabbri di Ascoli, a lasciare un segno importante nelle lavorazioni del forte metallo. Francesco muore nel Gennaio 1818.
Nel 1928, la casa editrice "Carlo Tarantola" di Piacenza, pubblica un libro fotografico, con i più notevoli e significativi lavori artistici in ferro battuto di tutta Italia. Sfogliandolo troveremo ben 3 foto scattate ad Ascoli sui lavori di Francesco, rendendo maggior pregio al ferro battuto ascolano.

 

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