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TAU - Teatri Antichi Uniti - 29 luglio


TAU - Teatri Antichi Uniti - 29 luglio

TAU - Teatri Antichi Uniti
XXVIII edizione 2026


Mercoledì 29 luglio 2026
Ore 21.30
Chiostro di Sant'Agostino
La canzone di Giasone e Medea 

da Euripide a Seneca, da Apollonio Rodio a Franz Grillparzer e Jean Anouilh
progetto ed elaborazione drammaturgica Elena Bucci e Marco Sgrosso
regia Elena Bucci
con la collaborazione di Marco Sgrosso
con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Nicoletta Fabbri, Francesca Pica, Valerio Pietrovita 
disegno luci Max Mugnai
drammaturgia sonora e cura del suono Raffaele Bassetti
costumi Elena Bucci e Marta Benini
maschere Stefano Perocco di Meduna
produzione Le belle bandiere
con il sostegno di Centro Teatrale Bresciano, Regione Emilia-Romagna, Comune di Russi
si ringrazia Teatro Comunale di Russi


"Passato, e per sempre, è il tempo della notte, di incanti e sortilegi. Tutto ora accade al limpido raggio della luce, il bene, il male, ed è giusto… Sei stata tu, sono stato io? Non so, è successo". Franz Grillparzer
Entrare nel mito significa anche evocare l’armonia di una lingua perduta cantata e danzata e i riti del ritrovarsi a ridere e a piangere in luoghi dove l’incanto della natura amplificava quello dell’arte. Indaghiamo le molte versioni di una stessa storia e le ragioni diverse dei personaggi, sospendiamo il giudizio per cercare il ritmo che commuove e guida verso una possibile saggezza. Medea è una strega straniera capace, pur di ottenere l’uomo che ama, di sacrificare il fratello, indurre con l’inganno figlie innocenti a uccidere i padri, colpire i suoi stessi figli? Una vittima del potere resa folle dall’ingiuria dell’abbandono? Giasone è un traditore, un egoista, un abile stratega che calcola i vantaggi di un matrimonio importante con la figlia del re? La vicenda della madre assassina e dell’eroe greco indegno di gloria continua a spaventarci dopo millenni mentre le parole di Euripide e le successive riscritture del mito introducono temi che ci toccano profondamente: i diritti degli esuli in terra straniera, la violenza del potere nella polis e tra gli individui, la differenza tra amore e possesso, il valore della parola data, il sospetto verso le arti magiche e il timore della conoscenza. Restano sullo sfondo le figure senza futuro dei figli, vittime e testimoni della vendetta di Medea e del dolore di Giasone. Per toccare questa incandescente materia indossiamo maschere contemporanee che mescolano i tratti della tradizione italiana con quelli di antiche culture. Il candido coro evoca clown bianchi che preparano riti di matrimonio e morte. Il mito diventa una ballata popolare che narra dell’amore che si trasforma in morte: passa di bocca in bocca e varia nel tempo i ritmi e i passi della danza fino a risuonare nei nostri giornali, nelle comunità disorientate dalla perdita dei riti, nelle città dove si mescolano le etnie, i modi di vivere e di credere. Come accade nel caso di alcune antiche melodie che si ritrovano in tutto il mondo, rinnova la memoria del patrimonio ereditato da chi ha vissuto prima di noi perché torni ad essere suono vivo, coscienza, catarsi che trasforma il dolore in sapienza. È un mistero dal quale traiamo un respiro profondo che ci unisce. 
Elena Bucci e Marco Sgrosso


Biglietti:
Posto unico numerato 20 euro (15 euro ridotto)
Biglietterie, informazioni e prenotazioni:
Biglietteria del Teatro 0736 298770 lunedì – sabato 9.30 – 12.30 / 17 – 20
Biglietteria presso Chiostro di Sant’Agostino 338 2812334 il giorno di spettacolo dalle ore 20.30 vendita online www.vivaticket.com

 

 


Ultima Modifica: 04 Giugno 2026

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