

Teatro Ventidio Basso
Stagione 2026/27
17 e 18 febbraio 2027
Il berretto a sonagli
di Luigi Pirandello
revisione linguistica Letizia Russo, Andrea Baracco
con Silvio Orlando
e con (in o. a.) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
regia Andrea Baracco
scena Roberto Crea
luci Simone De Angelis
costumi Marta Crisolini Malatesta
sound designer Giacomo Vezzani
aiuto regia Andrea Lucchetta
produzione Cardellino
in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano
Beatrice
Fiorica, donna della buona società siciliana, sospetta che il marito la
tradisca con la moglie di Ciampa, modesto scrivano al suo servizio. Decisa a
smascherarlo, si confida con la madre e con la cameriera e coinvolge il
delegato di polizia Spanò, affinché intervenga. Convinta di possedere le prove,
Beatrice denuncia pubblicamente l’adulterio, senza immaginare le conseguenze
che il suo gesto può provocare. Ciampa, messo all’angolo, teme che l’onore
venga compromesso e che la sua vita vada in frantumi. Per non diventare lo
zimbello della città, è costretto a una soluzione estrema: far passare Beatrice
per folle, così che la denuncia perda valore e l’ordine delle cose resti
intatto. Tra sospetti, equivoci e voci mai del tutto confermate, i personaggi
si muovono in un clima di ambiguità che lascia intatto il dubbio sull’effettiva
colpa dei presunti amanti.
Pirandello non è autore per tempi di
pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per
comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la
tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici
individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama,
Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un
mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della
ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o
“conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile
pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli
accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto. Inchiodare in
una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi
mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore
dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di
far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo
dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si
vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana
siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio.
Andrea Baracco
BIGLIETTERIA DEL TEATRO
Tel.: 0736 298770 dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30
Nei giorni di spettacolo il botteghino del teatro, inoltre, sarà aperto un'ora prima dell’inizio della rappresentazione
INIZIO SPETTACOLI
Stagione: feriali ore 20.30 - domenica ore 17.30
Ragazzi: ore 17.30
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INFORMAZIONI
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Ultima Modifica: 29 Giugno 2026