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IL MERCANTE DI VENEZIA

17 e 18 ottobre

residenza di riallestimento
Veronica Mona - Oblomov Films
in coproduzione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino
e in collaborazione con Estate Teatrale Veronese
SILVIO ORLANDO e POPULAR SHAKESPEARE KOMPANY in
IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
regia Valerio Binasco

 

La nuova compagnia Popular Shakespeare Kompany, che ha avuto il suo battesimo ufficiale con lo spettacolo la Tempesta all'interno del Festival Shakespeariano di Verona nel 2012, si impegna ogni anno a mettere in scena un classico, con l'intento di continuare ad offrire al pubblico grandi testi, con modalità produttive nuove, che trasformino la crisi in occasione di rinnovamento e creatività.
Quest'anno, insieme al grande attore di cinema e teatro Silvio Orlando, la compagnia affronta una delle opere più note di Shakespeare, Il Mercante di Venezia. Una storia conosciuta che attraverso la regia di Valerio Binasco e l'interpretazione della Popular Shakespeare Kompany rimescola profondamente le categorie di 'bene' e 'male' al punto che fondamentale diventa lo scontro tra una moltitudine di uguali - i cristiani di Antonio -, e il singolo diverso - l'ebreo Shylock. Il male c'è, ma è il denaro in sé.  
Nel Mercante, tutto gira intorno a un gruppo di amici. Gli eroi di questa storia non sono degli eroi. Stanno in seconda e terza fila nella vita. Ma hanno delle inquietudini. Una spinta che li porta al gesto rischioso. Tuttavia, il fatto che siano sempre avventure condivise con gli amici fa di loro degli eroi un po' paesani, creatori di aneddoti più che di leggende. Il testo appare dunque come "una cupa contro-favola", una storia che sembra una favola, ma che fa sorridere solo gli adulti, perché han perso ogni speranza. [...] Noi dobbiamo fare del mercante una grande favola, e una festa del teatro. Cioè della speranza. E queste sono le intenzioni. [...]
Mi trovo completamente d'accordo con Auden quando dice: "Ne Il Mercante di Venezia le differenze religiose sono tratteggiate in modo fatuo: non è un problema di fede, ma di conformismo. L'essenziale, riguardo a Shylock, non è che un eretico o un ebreo, ma che è un outsider". Outsider, qui, vuol dire qualcosa di più di diverso. Vuol dire proprio straniero. Estraneo. [...] La terribile, umiliante, meschina sconfitta di Shylock giusta o non giusta che sia, mi mette a disagio. Annuncio fin d'ora che starò dalla sua parte. Del resto, il bene e il male si spostano di continuo nel corso della pièce. Dipende dalle circostanze. Questa è una verità moderna e inattaccabile. La verità di una favola che rivela che non c'è nessuna verità. Valerio Binasco

Ultima Modifica: 04 Novembre 2021

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