testata per la stampa della pagina
/
condividi

Iscrizione anagrafica cittadini italiani


SETTORE: 1 - Servizi al cittadino

SERVIZIO: Demografici


OGGETTO DEL PROCEDIMENTO:
 Richiesta di iscrizione anagrafica di CITTADINI ITALIANI 

DESCRIZIONE: I cittadini che intendono trasferire la residenza nel Comune, o cambiarla all'interno dello stesso, possono presentare le dichiarazioni anagrafiche attraverso l'apposito sportello comunale, oppure per raccomandata o per via telematica.
 

In occasione del cambio di residenza il rilascio del tagliando adesivo che il cittadino aveva l’obbligo di applicare sul libretto, è stato sostituito dall’obbligo di richiedere unicamente l’aggiornamento dei dati nell’Archivio Nazionale Veicoli (ANV). Tramite le apposite funzioni rese disponibili attraverso il Portale dell’Automobilista il cittadino,previa registrazione, può scaricare l’attestazione contenente i dati di residenza, così come registrati nell’ANV, da esibire in caso di necessità

 

Avviso


Dal 27 aprile 2022 tutti i cittadini possono richiedere online al link https://www.anagrafenazionale.interno.it/ il cambio di residenza o di dimora da un Comune all’altro in Italia o il rimpatrio dall’estero per i cittadini iscritti all’AIRE. Può essere richiesto anche il cambio di abitazione nell’ambito di un qualsiasi Comune. Necessario SPID - CIE o CNS


 

Come fare la domanda


Scaricare il modello "Dichiarazione di residenza", compilarlo in ogni sua parte, firmarlo (è richiesta la firma autografa i tutti i dichiaranti maggiorenni) e presentarlo all'Ufficio Anagrafe nelle modalità indicate qui di seguito unitamente a copia di un documento di riconoscimento in corso di validità (es: carta d'identità/patente/passaporto). Nel caso in cui il modulo non sia compilato nelle parti obbligatorie e non venga firmato da tutti i dichiaranti maggiorenni, e in assenza dei documenti necessari da allegare, la dichiarazione sarà irricevibile.

 

 

Modalità di presentazione


La "Dichiarazione di residenza" deve essere compilata, sottoscritta e presentata con una delle seguenti modalità:

  • Presentazione diretta all'Ufficio Protocollo del Comune di Ascoli Piceno, P.zza Arringo n° 7;
  • inviato per via telematica agli indirizzi istituzionali del Comune di Ascoli Piceno: PEC comune.ap@pec.it (da preferire); mail: protocollo@comune.ap.it

 

Tempi di risposta del servizio


48 ore dal ricevimento dell'istanza (potrà essere rilasciata solo certificazione relativa alla residenza e allo stato di famigllia limitatamente alle informazioni documentate).
Gli accertamenti saranno svolti entro i 45 giorni successivi alla dichiarazione resa o inviata, decorsi i quali, qualora non vengano comunicati all'interessato gli eventuali requisiti mancanti o gli esiti negativi degli accertamenti svolti, si applicherà il principio del silenzio-assenso.
Nel caso vengano accertate dichiarazioni non corrispondenti al vero, si incorrerà nella decadenza dai benefici acquisiti e nel rilievo penale della dichiarazione mendace con segnalazione alle autorità di pubblica sicurezza delle discordanze tra le dichiarazioni rese e gli esiti degli accertamenti esperiti.



 

Potere Sostitutivo


Titolare del Potere Sostitutivo, come stabilito dalla Giunta Comunale con deliberazione n.27 del 12.3.2013, è il Segretario Generale che è responsabile del procedimento sostitutivo in caso di inerzia del Dirigente responsabile del procedimento.
Le richieste di intervento sostitutivo dovranno essere inoltrate all'indirizzo e-mail:
segretariogenerale@comune.ap.it


 

Modulistica



 

Normativa


D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223 - Legge 24 dicembre 1954, n. 1228 - D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in Legge 4 aprile 2012, n. 35 - Legge n. 241/1990.


 

Per Approfondire:


CHE COS'E' LA RESIDENZA ANAGRAFICA e PROCEDIMENTO DI ISCRIZIONE ANAGRAFICA

La residenza anagrafica è definita dall'art.43 del c.c.: "La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale" (Vedi anche l'art.3, c.1, del d.P.R n.223/1989); "Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi. Pertanto ai sensi del Codice Civile la residenza è il luogo di abituale dimora, cioè il luogo ove abitualmente si esplica la vita familiare e sociale (circ. Ministero dell'Interno n.21/2001).

Una precisa e attuale definizione della residenza anagrafica la si trova in una sentenza della Cassazione civile, Sezione II, del 14 marzo 1986, n. 1738:

"La residenza di una persona è determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, cioè dall'elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e dall'elemento soggettivo dell'intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali; questa stabile permanenza sussiste anche quando la persona si rechi a lavorare o a svolgere altra attività fuori del comune di residenza, sempre che conservi in esso l'abitazione, vi ritorni quando possibile e vi mantenga il centro delle proprie relazioni familiari e sociali."

La giurisprudenza (cfr., ad esempio, Cass. 5 febbraio 1985, n. 791 Cass. Sez. II, 14 marzo 1986, n. 1738 e, precedentemente, Cass. Sez. I, 21 giugno 1955 n. 1925, Cass. Sez. I, 17 ottobre 1955 n. 3226, Cass. Sez. II, 17 gennaio 1972 n. 126, ecc.) ha distinto nell'ambito del concetto di residenza/dimora abituale un elemento oggettivo, costituito dalla stabile permanenza in un luogo, ed un elemento soggettivo, costituito dalla volontà di rimanervi.

Tuttavia l'elemento soggettivo non può essere una mera intenzione, bensì deve essere rivelato dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali (Cass., Sez. II, 14 marzo 1986 n. 1738); ne deriva che la residenza è comunque una situazione di fatto, alla quale deve tendenzialmente corrispondere una situazione reale e di diritto contenuta nelle risultanze anagrafiche.

Pertanto la sola dichiarazione resa da un soggetto all'ufficiale dell'anagrafe di non voler risultare residente in un certo comune o, viceversa, di voler risultare residente, non è di per sé sufficiente a determinare la cancellazione o l'iscrizione nell'anagrafe, occorrendo che il soggetto interessato provveda ad instaurare una situazione di fatto conforme a tale dichiarazione.

Ne consegue che:
1. le persone hanno l'obbligo di chiedere l'iscrizione anagrafica nel Comune di residenza/dimora abituale (art.2 L. n.1228/1954);
2. l'ufficiale di anagrafe ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti e dispone indagini per accertare le contravvenzioni alle disposizioni di legge in materia anagrafica (art.4, L. n.1228/1954).

La residenza anagrafica o dimora abituale
comporta la registrazione presso l'ufficio anagrafe del comune presso cui si desidera stabilire la propria dimora, tale dichiarazione deve essere presentata entro 20 giorni dall'avvenuto trasferimento, a sua volta, l'ufficio ha l'obbligo per mezzo di ufficiali apposti, di norma della Polizia Locale, a verificare il requisito della dimora e la sussistenza del titolo di abitazione quale, proprietà, usufrutto, locazione, comodato d'uso, ecc.. Il tutto, servirà per legittimare l'occupazione dell'immobile.

Tali controlli devono essere esperiti entro 45 giorni dalla richiesta di iscrizione anagrafica o di cambio di residenza anagrafica.

Un aspetto di rilevata importanza risulta essere, nel caso in cui dovessero emergere discordanze con le dichiarazioni rilasciate dai soggetti interessati, la segnalazione alle autorità competente della pubblica sicurezza.

Nel caso di accertamenti negativi o di verifica di assenza di requisiti, il Comune dovrà sospendere i termini del procedimento e comunicare agli interessati l'esito dei controlli e la possibilità che la richiesta possa avere un esito negativo (art. 10 bis della L. n.241/1990).

Gli interessati, dal ricevimento della comunicazione, avranno 10 giorni di tempo per comunicare al comune osservazioni o integrazioni all'istanza.

-Qualora il Comune ricevesse nei termini previsti comunicazioni, osservazioni o documentazioni dagli interessati, i termini del procedimento riprenderanno a decorrere trascorsi 10 giorni dal ricevimento
-Qualora entro 10 giorni dall'avvenuta ricezione da parte degli interessati, non fosse pervenuta al Comune alcuna comunicazione, osservazione o documentazione, i termini del procedimento riprenderanno a decorrere da tale data.

Nel caso in cui la comunicazione al cittadino non venisse inviata nei tempi previsti (45 giorni dall'istanza), quanto dichiarato dal cittadino non potrà più essere contestato sulla base del principio del "silenzio-assenso".

Qualora la procedura avesse un esito negativo il Comune di iscrizione dovrà annullare l'iscrizione e il Comune di cancellazione dovrà ripristinare l'iscrizione nella propria anagrafe, come se l'iscrizione e la cancellazione non fossero mai avvenute.

In una stessa abitazione le persone che vi abitano possono avere stati di famiglia separati esclusivamente nel caso in cui tra di loro non sussistano legami di parentela fino al 6° grado (sia diretto, collaterale che affine), adozione, tutela, amicizia o da vincoli affettivi (art.4 d.P.R. n.223/1989).

Le badanti, o tutti coloro che siano legati da un rapporto di lavoro con la persona residente nell'abitazione (domestici, autisti, giardinieri), possono richiedere stati di famiglia separati nei confronti dei loro assistiti.

 

Contatti


Ufficio Anagrafe
Via Giusti n. 3 - 63100 Ascoli Piceno.

Per informazioni
tel.: 0736 298528 298552 298504

PEC: comune.ap@pec.it
Mail: protocollo@comune.ap.it 

Responsabile del procedimento

Romina Pica

Dirigente del settore
Cristina Mattioli


 

Ultima Modifica: 25 Agosto 2023

Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO